L'immunodeficienza felina, così come l'AIDS, è una patologia virale sostenuta da Retrovirus. Così come per l'HIV, anche l'infezione da FIV persiste per tutta la vita del paziente. La trasmissione avviene principalmente attraverso le ferite da morso, per cui è più frequente fra gatti che vivono all’aperto o che hanno la possibilità di uscire di casa.
Non si tratta di virus molto contagiosi, per cui la presenza di più gatti nello stesso ambiente non aumenta le probabilità di contagio. Dopo un mese dall'infezione, si osserva comparsa di febbre e risentimento linfonodale generalizzato, ma, in molti casi, l'infezione decorre in modo asintomatico, senza lo sviluppo di forme patologiche correlate, che spesso esitano in processi letali.
DIAGNOSI
Poiché si tratta di un virus che produce piccole quantità di particelle virali, i test impiegati per diagnosticare l’infezione sono basati sul solo rilevamento degli anticorpi. I test sono attendibili già dopo 2 o 4 settimane dall'infezione e sono estremamente sensibili. Si tratta di test rapidi, eseguibili a livello ambulatoriale, che danno risultati attendibili in soli 7 minuti e con sole 3 gocce di sangue. Utili ai fini della diagnosi risultano essere anche le manifestazioni cliniche associate alla sindrome da immunodeficienza acquisita felina. Esse comprendono stomatiti, gengiviti, ascessi, piotorace, enteriti ed infezioni delle vie aeree superiori. Non sono rare le infezioni da virus (FIP) e da microrganismi opportunisti (Toxoplasmosi, Emobartonellosi e Criptococcosi).
TRATTAMENTO
Mantenere il gatto in isolamento.Attualmente non esistono terapie efficaci. Indicata la vaccinazione polivalente dei soggetti positivi, al fine di prevenire infezioni secondarie ed opportunistiche. In aggiunta, è consigliabile istituire un trattamento di sostegno adeguato. In presenza di processi infettivi, sono sempre necessari accertamenti batteriologici e micologici, poiché il ritardo nell’istituzione di una terapia appropriata può causare aumenti della mortalità.
PROFILASSI
Per la trasmissione dell’infezione da FIV è necessario un contatto con un soggetto infetto in fase di eliminazione attiva del virus. Poiché non esistono vaccini, il controllo delle abitudini del gatto rappresenta l’unica forma di profilassi nei confronti di questa infezione.
Dr.ssa Maurizia Pallante - Medico Veterinario - Iscrizione Albo Medici Veterinari RM n.° 1998 - ASL RM/C - Partita IVA: 02516040306 - Cell.: 349.6906583
Sito conforme a: - D. Lgs. n. 70 del 9 Aprile 2003 - Art. 48 del Codice Deontologico Medici Veterinari - Linee guida sulla Pubblicità Sanitaria della FNOVI -
Protocollo Ordine Medici Veterinari della Provincia di Roma n.°178 del 29/01/2010
Designed by TechLine IT-Service.