CLASSIFICAZIONE
Classe: Mammalia (Mammiferi)
Superordine: Glires
Ordine: Lagomorfa
Famiglia: Leporidae
Sottofamiglia: Leporinae
Genere: Oryctolagus
Specie: Oryctolagus cuniculus
STORIA
Il coniglio ha origini molto antiche; i primi resti fossili sono stati rinvenuti nella penisola iberica e risalenti al tardo Miocene. In epoche più recenti, i romani ne iniziarono l’allevamento come importante fonte di carne per le truppe, contribuendo alla diffusione di questa specie anche nei territori più lontani dell’Impero.
Il coniglio nano deriva invece dalla selezione sia di soggetti di piccole dimensioni appartenenti a razze da carne o da pelliccia, delle quali conservano tutte le caratteristiche morfologiche, salvo le dimensioni, sia di soggetti affetti da nanismo, caratterizzati da una deformazione della struttura ossea originaria, tanto che la testa risulta arrotondata e il muso schiacciato.
In Italia i primi conigli nani, in particolare di razza Angora, di colore bianco e con occhi rossi, furono importati dalla Germania sul finire degli anni ’70. Numerose sono attualmente le razze disponibili sul mercato. Le razze nane riconosciute dallo standard italiano per le quali esiste libro genealogico sono l’Ariete Nano, l’Ermellino e il Nano colorato, ma ne esistono molte altre come il testa di leone, il mini rex, l’hotot, ecc.
CARATTERISTICHE FISICHE
Come detto numerose sono le razze di coniglio nano oggi esistenti il cui peso oscilla tra i 750 e i 1500g. Spesso in commercio si ritrovano conigli di taglia intermedia, risultato dell’accoppiamento di una femmina di razza grande con un maschio nano, in quanto più prolifiche. Molteplici sono anche le varietà di colore e la lunghezza del pelo (corto, medio e lungo). Oltre la taglia caratteristiche del coniglio nano sono la testa corta e arrotondata, le orecchie piccole e dritte, oppure basse come negli Ariete.
Lo scheletro è leggero e piuttosto fragile, quindi è bene porre molta attenzione nel maneggiarli. Come per la cavia, anche i conigli hanno denti (molari e incisivi) a crescita continua.
L’emissione di urina rossastra è fisiologica. Ciò è dovuto ad una alimentazione con vegetali ricchi di pigmenti.
AMBIENTE SELVATICO E DOMESTICO
Il coniglio in natura vive in piccole colonie regolate da rapporti gerarchici separati tra maschi e femmine. I maschi di rango elevato hanno una compagna fissa ma anche delle “concubine” e depongono feci e urina in luoghi precisi per marcare il territorio. Le femmine gravide scavano gallerie e tane dove partorire e allevare i piccoli. L’allevamento ideale in cattività sarebbe pertanto un’area recintata, al chiuso o all’aperto, in cui l’animale possa muoversi liberamente e svolgere una corretta attività fisica per mantenere il tono muscolare, favorire lo sviluppo scheletrico e prevenire disturbi gastrointestinali. La temperatura ambiente ottimale oscilla tra i 16° e 21°C con umidità del 30-70%. Ricordiamo che il coniglio sopporta meglio le basse temperature piuttosto che le alte e al di sopra dei 30°C può andare incontro a colpi di calore.
In casa sono allevati in gabbia, ma necessitano anche di momenti di libertà per poter esplorare l’ambiente, correre e giocare. Attenzione però a eventuali pericoli, quali fili elettrici, stoffa, piante tossiche (oleandro, dracena, azalea, dieffenbachia, ecc), farmaci, vernici, e tutte le sostanze chimiche pericolose anche per l’uomo.
La gabbia deve essere abbastanza spaziosa e alta da permettergli di alzarsi sulle zampe posteriori, facile da pulire, resistente alla corrosione e al rosicchiamento, in materiale atossico, priva di sporgenze o punte acuminate, e possibilmente con due aperture, una laterale e una superiore per maneggiare correttamente il coniglio e permettergli di uscire da solo. Fondamentale è il fondo della gabbia che deve essere ricoperto da un abbondante strato di lettiera e non in rete per evitare lesioni alle zampe. La lettiera andrebbe cambiata, o almeno pulita, tutti i giorni, e come i gatti, i conigli possono imparare a usare la cassetta dei bisogni e lasciati liberi per casa, comunque mai senza sorveglianza. Vanno benissimo come lettiera, il pellet di carta riciclata o di tutolo di mais, paglia, fieno e trucioli purché di ottima qualità, non polverosi e non provenienti da piante resinose o tossiche.
È bene dotare la gabbia di una casetta dove il coniglio possa rifugiarsi quando intimorito da rumori o movimenti molesti e dove eventualmente la femmina possa costruire il nido. Altri accessori sono rappresentati dalla rastrelliera per il fieno, da mangiatoie fisse e da abbeveratoi a goccia e da una cassettina per le deiezioni.
CARATTERE E COMPORTAMENTO
Il coniglio è un animale vivace, intelligente, silenzioso e abbastanza tranquillo. Socievole e gregario di natura, cerca spontaneamente il contatto con l’uomo. Per questo si è rivelato essere un ottimo animale da compagnia tanto da essere utilizzato nella pet-therapy.
Il coniglio maschio è comunque più aggressivo della femmina, sia nei confronti di altri maschi, che del proprietario. Per questa ragione, non è possibile tenere insieme due maschi non castrati. Al contrario, possono convivere con cani di piccola taglia e gatti soprattutto se sono cresciuti insieme sin da piccoli. Impossibile invece la convivenza con il furetto, predatore naturale del coniglio. La coabitazione con altri roditori, soprattutto cavie, è prassi comune, ma non priva di rischi, perché possono trasmettersi l’un l'altro infezioni batteriche o parassitarie.
Come in natura anche in casa il coniglio tenderà a urinare e defecare sempre nello stesso punto e a strofinare il mento su oggetti vari per marcare il territorio.
Caratteristica del coniglio come delle cavie e altri roditori è la “coprofagia” che consiste nel mangiare un particolare tipo di feci chiamate “ciecotrofi”. Si tratta di “feci” morbide e chiare a grappolo, importanti perché contengono vitamine e batteri specifici necessari al suo benessere.
ALIMENTAZIONE
L’alimentazione è un aspetto fondamentale nell’allevamento del coniglio. Gli errori alimentari sono infatti la causa dei principali problemi di salute riscontrati. Il coniglio come la cavia è un erbivoro stretto, pertanto l’alimentazione deve essere ricca di fibra, per permettere un adeguato consumo dei denti e un buon funzionamento dell’apparato digerente.
La dieta deve essere costituita da fieno di ottima qualità (sempre a disposizione e in abbondanza), preferibilmente di erba medica fino al primo anno di età e di prato polifita poi, da verdure fresche (carote, foglie di carota, radicchio, insalate, catalogna, spinaci, cicorione, tarassaco, parti verdi di finocchio, ecc) e integrata con mangimi specifici per conigli, nella quantità di un pugno al giorno per un soggetto di 1-1,5Kg.
La frutta, ricca di zuccheri, va somministrata con moderazione in quanto può provocare obesità. Sono da evitare inoltre pane secco, biscotti, cioccolata e dolciumi in genere.
Ogni cambio di alimentazione deve essere fatto in modo molto graduale, perché variazioni improvvise della dieta possono causare gravi disturbi intestinali.
Il coniglio ha bisogno di bere molto (50-150 ml/kg al giorno) e per questo deve sempre avere a disposizione acqua fresca somministrata mediante un abbeveratoio a goccia. Per migliorare il consumo dei denti, può risultare utile l'apposito cubetto di calcio vitaminizzato.
RIPRODUZIONE
I conigli raggiungono la maturità sessuale tra i 4 e i 6 mesi d'età. La gravidanza dura 30-33 giorni e, nelle razze nane, nascono mediamente 3-5 piccoli. Poco prima del parto, la coniglia si strappa i peli dell'addome e della giogaia e raccoglie fieno e paglia con cui prepara il nido. E' importante non toccare o togliere i piccoli dal nido, in quanto la coniglia riconosce la prole tramite il proprio odore e potrebbe quindi abbandonarli o ucciderli. La femmina allatta i coniglietti 1 o 2 volte al giorno. Questi nascono privi di pelo e con occhi e orecchie chiusi. A 10 giorni aprono gli occhi e a 3 settimane iniziano ad uscire dal nido e a rosicchiare cibo solido. L’allattamento dura fino a 7-8 settimane periodo in cui i coniglietti possono essere svezzati.
CONSIGLI UTILI
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